Atlantide a Interzona a a «Cosa ci facciamo qui?» dice Groupie Di Quarant’Anni. «Quello che ci abbiamo sempre fatto da più o meno una vita» dice Sovrappeso Di Cinque Chili: «in coda per ricevere i nostri amichevolissimi biglietti gratuiti per poi contemplare lo spettacolo meraviglioso del rock and roll e poterci languidamente lamentare del fatto che l’acustica, che il gruppo, che la birra sgasata, che la mancanza di stile del pubblico». «Ok, ma vi rendete conto che siamo i più... vecchi nell’arco di almeno sei chilometri quadrati?» «Non si dice vecchi, si dice “anagraficamente svantaggiati”. E poi, ripeto, ormai dovresti esserci abituata». «Conoscerete la nostra velocità» dice Dodici Amici Incluso Tom all’indirizzo della fila dei paganti adolescenti che scorre molto, molto più lenta della loro fila di imbucati di lusso. «Cristo, entusiasmarsi per questi Kazzons» aggiunge, inumidendosi un dito e grattando via una microscopica macchiolina di fango dai sandali turchesi Nancy Kim for Devotte. «Io già ero nu-rave quando voi nemmeno sapevate cos’era un rave» dice Sovrappeso Di Cinque Chili notando che, nonostante le epidermidi butterate, le ventenni con le t-shirt punk tribali e gli orecchini di plexiglas glielo fanno comunque diventare duro. «Dimmi di nuovo» chiede Groupie Di Quarant’Anni a Sovrappeso Di Cinque Chili: «cos’è che siamo noi?» «“Anagraficamente svantaggiati”» «O anche: “Diversamente giovani”» aggiunge Il Primogenito È Morto, che fino a quel momento era stato, come al solito, in silenzio. «Ah!» esclama Groupie Di Quarant’Anni. «E dimmi: in questo modo un single potremmo definirlo “In attesa di un legame”, no?» «E una vergine potremmo chiamarla “In attesa di prima scopata”» dice Dodici Amici Incluso Tom. «E quando una moglie viene scaricata dal marito per una più giovane si potrebbe parlare di “Rottamazione”» dice Sovrappeso Di Cinque Chili. «E uno scaricato dalla moglie per uno più ricco si potrebbe chiamarlo “Oggetto di ricapitalizzazione del leasing matrimoniale”». «E una divorziata ancora in forma si chiamerebbe “Usato sicuro”». Bum.
«Comunque “in attesa di un legame” è splendido» conclude Groupie Di Quarant’Anni senza rivolgersi a nessuno in particolare, «dà l’idea di qualcuno al telefono che ascolta il disco registrato di un call center». «È esattamente così che funziona per i single, nel caso te ne sia scordata» risponde Sovrappeso Di Cinque Chili. «Giri per bar e vernici aspettando qualcuno che ti risponda, e l’unica cosa che non ti fa smettere è quel disco dentro la tua testa che ripete di rimanere in linea per non perdere la priorità acquisita. Ti convinci che perché hai aspettato degli anni adesso l’attesa dovrà per forza essere breve, ma non è esattamente così». Un adolescente pagante e allampanato, con una t-shirt verde “I’m shy, kiss me first” e un pomo d’adamo appuntito come avesse inghiottito una spigola intera, si gratta le palle, non si capisce se per noia o scaramanzia.
Groupie Di Quarant’Anni, Sovrappeso Di Cinque Chili, Il Primogenito È Morto e Dodici Amici Incluso Tom non hanno storie sentimentali da circa due anni e mezzo, ed anche prima non ne hanno mai avute tra di loro. È successo così. Sono una specie di società di decorosissimi naufraghi del vivere metropolitano il cui stile di vita rappresenta la razione d’emergenza data in dotazione agli abitanti di questo mondo, la scatoletta di pronto soccorso impermeabile ed ignifuga che mai nessuno apre a meno che non sia, appunto, naufragato. Ciò che li lega - al di là della fascia anagrafica di appartenenza ed una generica comunanza di interesse per la medesima tipologia di consumi culturali - è il fatto di rispecchiarsi l’uno nello spaesamento e nel basso livello di serotonina dell’altro. Oltre alla vaga, infantile speranza di essere diventati una specie di team di supereroi dai superpoteri - purtroppo - totalmente inutili al resto dell’umanità, ma pur sempre superpoteri, e come tali una figata, anche se portatori con sé di superproblemi, primo fra tutti quello dell’Identità Segreta.
Ad esempio. Groupie Di Quarant’Anni ha, appunto, quasi quarant’anni. Sfoggia un impeccabile look Party Di Presentazione Glastonbury 2007, ed è dalla seconda metà degli anni Ottanta che pratica una sorta di versione casta della vita da groupie. Ciò significa che la cosa più vicina allo stile di vita groupie che le sia mai capitata è stata farsi abbordare da un nanerottolo stempiato che si era presentato come l’assistente del tizio che aveva animato al computer il cartoccio del latte nel video di Coffee & TV dei Blur. Senza nemmeno andarci a letto, fra l’altro (tre gradi di separazione con Damon Albarn non sono abbastanza, onestamente, per decidere di svegliarsi il mattino dopo con i peli ed i liquidi organici di un vice-animatore di cartoni del latte dentro il proprio futon). Certi giorni Groupie Di Quarant’Anni è un’antenna in grado di captare tutte le trasmissioni satellitari del Mondo. Altri giorni ciò su cui riesce a fermare la sua attenzione non va oltre una indefinibile sensazione alla bocca dello stomaco, come di fame e sazietà al tempo stesso, come se dentro ci fosse un’anaconda che stritola un’antilope che ha appena divorato un intero cespuglio di bacche; quello stesso mix di forza, eleganza, disperazione e, soprattutto, ineluttabile ciclo della natura. Il Grande Segreto di Groupie Di Quarant’Anni è che, a differenza degli altri tre, ha una Vita Sessuale: solo che preferirebbe morire piuttosto che far sapere agli altri tre che la sua Vita Sessuale consiste nello scopare con Apprendista Stangone, giovane account di un noto franchising finanziario con l’hobby del surf e l’intelligenza di un mazzetto di asparagi.
«Ecco: il prossimo Natale regalerò a tutti voi delle scatolette nere di tek con dentro la scritta “brand:old” in neon rosa che si accende» dice Dodici Amici Incluso Tom su di giri per l’atmosfera di happening. Ancora più del solito, questa sera, lei e gli altri tre sono un’isoletta mentre tutto attorno imperversa la primavera profumata degli occhiali oversize, dei Cheap Monday attillati, della plastica fluo, delle righine. Sembra di stare nella palestra di qualche college americano del 1970 subito prima del ballo di fine anno. «Ehi, vi siete accorti di quanto sorridono questi qui?» osserva Groupie Di Quarant’Anni subito prima di tenere fede al suo nome e di attaccare bottone con il ventitreenne bassista della band-locale-di-cui-tutti-ma-proprio-tutti-parlano. «The Bradshaw must go on» dice a mezza voce Sovrappeso Di Cinque Chili con l’inespressivo distacco di chi è abituato a fare battute troppo multi-strato perché gli abitanti di questo pianeta possano capirle.
Sovrappeso Di Cinque Chili è un quasi-quarantenne dall’aspetto arruffato e vagamente assente: indossa lussuosi occhiali da nerd, lavora come editor in una casa editrice di medie dimensioni ed è, appunto, sovrappeso di cinque chili. Lo è da tutta la vita, praticamente da quando è nato. Apparentemente non c’è modo, per lui, di smaltire quei cinque chili di troppo. Ha provato con la dieta crudista, quella metabolica, con la nutrizione dissociata, con il metodo Kousmine, con la ginnastica aerobica, il jogging, ma niente: «è come se fossi incinto di un piccolo mostro di molecole lipidiche che si rifiuta di nascere. Forse dovrei farmi prescrivere un sacchetto di RU-486 e provare a sgranocchiarle davanti alla tele come fossero cioccolatini».
«Dicci ancora dello Scoiattolone» butta lì Dodici Amici Incluso Tom. «Ve lo giuro, l’ho visto coi miei occhi: lo Scoiattolone Nocciolone sul lungomare aveva tra le mani un iPod!». Lo Scoiattolone Nocciolone sarebbe uno di quei pupazzi - colorati come un raver del 1992 - che si accendono infilandoci una moneta da un euro e su cui i bambini salgono a cavalcioni. In effetti lo Scoiattolone Nocciolone in questione tra le mani, anziché una nocciola, aveva proprio un iPod. «Una scatoletta bianca con su scritto “IPOD”, ma senza jog-wheel rotonda. E aveva gli earplug bianchi sulle orecchie!» dice Sovrappeso Di Cinque Chili, entusiasta. «Sarà stato uno Shuffle» dice Dodici Amici Incluso Tom. «Era troppo grande» «Stupido, quanto vuoi che sia grosso, nella realtà, lo Scoiattolone Nocciolone? Un iPod Shuffle nelle sue mani sarebbe grande quanto una scatola di cereali nelle mani di un bambino».
Questo solo per dire che il Grande Segreto di Sovrappeso Di Cinque Chili è che passa ore - tutti i giorni - ai giardini o sul lungomare quando è al mare, guardando i bambini che giocano: soprattutto quelli piccoli, sotto i tre anni, cercando di intravedere le loro potenzialità in quel momento ancora perfettamente integre, e cosa potrebbero diventare vent’anni dopo se solo la vita li lasciasse entrare senza perquisirli all’ingresso.
“Tu a venticinque anni scoprirai un numero primo divisibile per due” “Il tuo sorriso sarà contagioso per tutti quelli che ti conosceranno” “Tu ti appassionerai all’azoto liquido e definirai nuove frontiere nella cucina molecolare” “Tu non sarai mai sola”.
Poi in genere alza gli occhi, vede le spaventose famiglie dentro cui quei marmocchi coraggiosi sono venuti al mondo - nonne rancorose e fumatrici, madri tese come trafficanti di oppio, padri increduli quasi fossero stati catapultati dentro la loro attuale età anagrafica da una bizzarra macchina del tempo - e cambia le sue profezie in cose tipo:
“Uno sciocco burocrate, di ritorno da un pranzo in cui la figlia diciassettenne gli ha comunicato che è incinta e che intende tenere il bambino, cestinerà la tua iscrizione Erasmus all’università di Bordeaux IV, e questo ti getterà in un buco di depressione da cui non uscirai mai più” “Dai ventidue anni in avanti, e per tutta la vita, la tua migliore amica sarà una pipetta da crack” “Mai bere e poi guidare. Mai” “Per quelli del McDonald in galleria del Duomo sarai la vecchia che passa qui il pomeriggio ordinando patatine e una Coca Light, tutti i giorni”.
Sovrappeso Di Cinque Chili ha anche un altro Grande Segreto. Ogni volta che entra in un luogo affollato, come un centro commerciale, una discoteca, o una stazione ferroviaria, la prima cosa a cui pensa è “chissà chi sarà la prima a morire tra le persone qui dentro”. Non che il pensiero gli serva ad esorcizzare una qualche paura della morte, anzi: più il tempo passa, e quindi sia sempre di più lui la persona statisticamente più prossima alla morte, più Sovrappeso Di Cinque Chili si sente sereno. Come se nel diventare la potenziale vittima sacrificale del Dio Dei Centri Commerciali E Delle Stazioni Ferroviarie avesse finalmente trovato un suo ruolo, una sua funzione sociale.
Kazzons. Uuuuuuu ahhhh Uuuuuuu ahhhh Light touch my hand in a dream of golden skans from now on You can forget our future plans! Dodici Amici Incluso Tom è quella che stasera se la sta spassando più di tutti. Il Primogenito È Morto dice che è perché Lanterna Verde in persona le ha donato l’anello dell’oblio, ovvero il superpotere di scordarsi di avere poco meno del doppio dell’età anagrafica legalmente accettabile per abitare il diritto di divertirsi & cazzeggiare ad un concerto rock. «Niente bonghisti, niente coscienza di classe marxista-leninista, droghe fuorerrime. Avere vent’anni oggi è una figata!» dice Dodici Amici Incluso Tom. «Ehi, voglio rinascere qui, adesso. Voglio vivere per sempre. Voglio accedere al mio stato di coscienza definitivo». Dodici Amici Incluso Tom somiglia a un incrocio tra un topolino di campagna ed una bambola Barbie Paleontologa. La cosa più rilevante fatta da Dodici Amici Incluso Tom negli ultimi mesi è stato aprire un profilo su MySpace, chiedere a Morrissey e ad un’altra decina di gruppi che ascoltava da adolescente di accettarla come amica, creare un delizioso gif animato “thank you for add!” pieno di conigli e gattini, e poi - aspettando che succedesse qualcosa - tornare a fare il giro dei pub e dei bar alla moda all’ora dell’aperitivo ordinando daiquiri alla fragola e negroni sbagliati. Fino ad oggi, in realtà, l’unico risultato concreto di quella pagina MySpace è stato di farla litigare con Il Primogenito È Morto, il quale sosteneva che MySpace è “come un blog per chi non ha le palle di avere un vero blog”. Dodici Amici Incluso Tom si era incazzata moltissimo, e poi aveva anche pianto dicendo che lei era brava e non si meritava di essere trattata così. C’era voluto un intero pomeriggio (e tre daiquiri alla fragola) per consolarla.
Il Grande Segreto di Dodici Amici Incluso Tom è che... beh, è segretamente innamorata di Il Primogenito È Morto da tempo immemorabile. Solo è convinta che lui sia segretamente innamorato di Groupie Di Quarant’Anni (in effetti Dodici Amici Incluso Tom è convinta che chiunque a questo mondo sia innamorato di Groupie Di Quarant’Anni) e questo non lascia molto spazio a nessun possibile, uhm, sviluppo. Per la cronaca: Il Primogenito È Morto non è innamorato di nessuno, non è mai stato innamorato di nessuno e difficilmente lo sarà in futuro. In generale, Il Primogenito È Morto non ha mai provato altri sentimenti al di fuori di delusione e paura del vuoto esistenziale. Questo tanto per essere chiari.
Dodici Amici Incluso Tom ritorna dalla transenna dove ha scambiato goccioline nebulizzate di sudore e sigarette con le sue nuove amiche del cuore dal rossetto fucsia e dalle magliettine a righe. «Tururù-tururù-turuturu-tururù, fratellis e sorelles, eccos a vois la plus cool fille de la soirée: moi!». Sovrappeso Di Cinque Chili è stato addato a una conversazione tra un giornalista di Blow Up e una producer di Mtv in cui le parole chiave sembrano essere “sebastiAn”, “Erol”, “Mr.Miyagi” e “Switch”. Groupie Di Quarant’Anni ha la faccia incazzata, maledice il giorno che ha deciso di venire in questo kindergarten e chiede quando finirà la lagna. Il Primogenito È Morto non dice una parola.
Il Primogenito È Morto è il secondogenito di una coppia di gemelli il cui primogenito è, appunto, morto. «Come Elvis Presley!» dice sempre Il Primogenito È Morto. «Come il secondo album di Nick Cave And The Bad Seeds!» gli risponde Sovrappeso Di Cinque Chili. «Oh-Looka-Yooon-der! A big black cloud come!» concludono entrambi in coro. Il Grande Segreto di Il Primogenito È Morto è che il primogenito, in realtà, non era morto. O per lo meno: il corpo era nato morto, ma tutto il resto si è trasferito nella testa del secondogenito, e i due avevano convissuto benissimo - due teste dentro alla stessa testa, come certi cattivi spaziali dei cartoon di Go Nagai - fino a che a diciassette anni il primogenito (morto) non fece un certo discorsetto al secondogenito (vivo). Gli disse: «uhm, sai, è un po’ che ci pensavo... credo che andrò via. Vorrei vedere l’Europa e vorrei scopare un sacco di donne diverse, e... sinceramente non mi pare che tu sia il compagno adatto con cui farlo. È stato bello stare con te questi diciassette anni, te lo giuro, ma pensavo appena possibile di trovarmi un altro corpo dove stare». La mattina dopo già se n’era andato.
Ritrovatosi per la prima volta completamente solo, Il Primogenito È Morto provò un senso di perdita e di tradimento che lo lasciò senza parole e in preda alla più completa desolazione per anni interi. In breve scoprì che con la voce del gemello se n’era andata anche quella capacità di dare una risposta ad ogni domanda che lo aveva salvato fino ad allora, e la vita per lui divenne una sequenza di interrogativi e richieste a cui non sapeva come fare fronte. Diventò taciturno e introverso, al punto che oggi alcuni tra quelli che lavorano con lui allo studio di architettura dove è il più anziano esperto di CAD sostengono di non aver mai sentito il suono della sua voce. In un cassetto chiuso a chiave sotto la sua postazione di lavoro, Il Primogenito È Morto conserva un’ecografia sua e del gemello sulla quale, all’età di dodici anni, aveva applicato dei trasferibili R41 raffiguranti un uomo in grisaglia e pipa, una donna con un grosso cappello, e poi la scritta “LA noSTRa FAMigliA” fatta con gli avanzi di un foglio Vibo Helvetica 12,5.
Horses want to dance but find their wings are damaged / water damaged
Però, stasera. Il suono è lattice appena intagliato, è gomma americana. Basta masticarlo per un minuto e, oplà, ecco tutta la sua predisposizione gommosa a farsi stirare, gonfiare, infilarsi nelle fessure tra i denti, appiccicare sotto il banco di scuola, amoreggiare con altre palline di lattice. «Vorrei sciogliermi come una scultura di ghiaccio. Vorrei che le mie braccia fossero abbastanza luuuunghe per poter abbracciare tutti, qui, stasera» dice Dodici Amici Incluso Tom sopraffatta dall’emozione, e per cominciare inizia con il prendere sottobraccio Il Primogenito È Morto, che però non si accorge di nulla. Sovrappeso Di Cinque Chili si sente come una chiavetta USB difettosa, come uno sul punto di ricevere una rivelazione a cui però la rivelazione continuasse a sfuggire un istante prima di averla compresa. Se chiude gli occhi vede colonne di codici e cifre senza senso scorrere dal basso verso l’alto, tipo le schermate che nei film di una volta servivano a dare l’idea della massiccia elaborazione dati. E poi creature aliene dalla pelle grigia e dagli occhi buoni come cerbiatti che depositano software rivoluzionari sul World Wide Web terrestre. «Chi ha trovato il nome SoulSeek», pensa, «lo sapeva che c’era di più, dietro. Che le canzonette di lattice erano solo una scusa, che gli Uuuuuuu ahhhh erano solo una scusa, che gli inafferrabili algoritmi di stratificazione delle particelle di bit erano pure quelli solo una scusa. The Kazzons? just a band!. Che in realtà la questione era cercare l’anima, ecco, che la cosa da mettere in condivisione non erano le collezioni di file ma la vita stessa». Sovrappeso Di Cinque Chili pensa che sarebbe buffo se i software più rivoluzionari, il rock’n’roll, il punk, Denny Doherty, Anne Nicole Smith, Robert Anton Wilson e Jean Baudrillard fossero davvero un dono degli alieni. In quel preciso istante il concerto finisce.
Gold is selling well but hurry mighty ocean rising fast A big man with a plan has got a storm a coming / storm a coming
«Benebene. Anche questa è passata» dice Groupie Di Quarant’Anni. «Pronti ad andare?» Il Primogenito È Morto non parla e non si muove, ma visto da una certa particolare angolazione sembrebbe quasi che sorrida. “Ciao Italia, you’re fucking crazy” rimbomba la voce del Signor Reynolds. Da qualche parte qualcuno chiede una sigaretta. |
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