Madonna
Hard Candy
(Warner)
voto: 2/5

Stavolta no. Si e’ sempre stati piu’ che disposti a srotolare tappeti rossi ogni volta che, negli ultimi dieci anni, Madonna ci usava - noi, popolo della terra - per sentirsi rassicurata circa il suo essere ancora significativa, desiderabile, rilevante, eterna. (Che poi, non dovrebbe essere il contrario? Non dovrebbero essere loro, le pop-star, a regalarci l'illusione di eternita’, perenne giovinezza, indefinita vacanza dalle spine della maturita’? Boh). Stavolta pero’ l’opera di svecchiamento della carampana e’ troppo scopertamente botulinico, troppo rigido il disco che ne risulta e troppo straccione il tentativo di spacciare per avventurosa una semplice manovra di posizionamento nell’unico segmento di mercato che ancora tira, quello dell’r’n’b. Non ce la pu fare, e infatti non ce la fa. C’e’ come un rumore di fondo a guastare la produzione squisitamente cubista di Timbaland e dei Neptunes, ed e’ quello dell’ansia, della paura, del terrore. Magari fosse solo il tempo che passa. Purtroppo il "tic-tac tic-tac" - irriso insieme all’amichetto Timberlake dentro il singolo "baile-funk" 4 Minutes - non e’ nemmeno piu’ quello dell’orologio biologico troppo a lungo gabbato: e’, ormai, quello della Falce che tamburella nervosa sull’asfalto, pretendendo il rispetto dei patti. Sara’ un caso che il disco si chiuda (Voices) sul suono di una campana a morto? Evidentemente no. In questo senso Hard Candy (titolo idiota dell'anno, non c’e’ gara) ha - se appena si gratta sotto la patina del solito noioso glamour - una chiave di lettura stupendamente dark. Parla della morte, punto e basta. E del patetico tentativo di sfuggirle travestendosi da Janet Jackson, nascondendosi dietro gli occhiali da pirla di Kanye West. E’ una terrificante coreografia di scheletri in cilindro, un severo monito a se’ stessa ed a chiunque (tutti noi, alla fine) abbia forzato le leggi del Tempo. Incredible, con la vocetta pitchata tipo Lisa Simpson, recuperando toni, movenze e certa beata ingenuita’ degli esordi Anniottanta risulta il momento pi tenero e nel contempo disperatamente tragico dell'intero disco: quello in cui - letteralmente - l’inizio e la fine coincidono. In attesa del momento per lei pi terribile, peggio ancora della morte: quello in cui digitando "Madonna" su Google il primo risultato sar "madre di Ges".
[Fabio De Luca]

(da: Rolling Stone, giugno 2008)